Sceneggiatori si diventa. Il mestiere di scrivere le immagini.

Intervista a Stefano Santarelli
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Scuola Romana dei Fumetti / 19 Agosto 2021

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C’è differenza tra scrivere romanzi e racconti e sceneggiature per il fumetto, il cinema o i cartoni animati?

Moltissima. Un romanzo o un racconto sono fatti di parole, concetti, stile narrativo. Viceversa il fumetto, il cinema o gli altri mezzi di comunicazione visiva, sono composti da immagini. Nel romanzo o nel racconto c’è sempre un narratore, l’autore in terza persona o un personaggio che ci racconta la storia in prima persona. Nei mezzi di comunicazione visiva il narratore è l’inquadratura. Ma c’è un’altra enorme differenza. Il romanzo, una volta scritto, è già di per sè un prodotto finito. La sceneggiatura ha bisogno di qualcuno che la realizzi: il disegnatore, il regista, gli attori etc. Quindi la sceneggiatura ha bisogno anche di una scrittura tecnica, di un codice comune, comprensibile da tutti. Pensate alle centinaia di persone impegnate a realizzare un film o un cartone animato. Tutte si muovono e lavorano sulla base di uno script che è, appunto, la sceneggiatura.

E allora che cos’è una sceneggiatura?

E’ uno script che si compone di diverse parti. C’è la sezione cosiddetta “regia”, che contiene le indicazioni dello sceneggiatore al disegnatore, nel caso del fumetto, o al regista e agli attori, nel caso del cinema, ma anche allo scenografo, al direttore della fotografia, al costumista etc. nel caso del cinema. Lo stesso dicasi per il cartone animato. Poi c’è la sezione “dialoghi” con le battute che i personaggi pronunceranno che contiene, spesso, anche indicazioni di recitazione e infine c’è la sezione “effetti”. Si tratta dei rumori che vediamo visualizzati in un fumetto, le cosiddette onomatopee come BANG o CRASH o che udiamo nel caso del cinema e del cartone animato. Perché lo sceneggiatore scrive e pensa anche i rumori quando questi hanno una rilevanza drammaturgica.

Ma, parafrasando Totò, sceneggiatori si nasce o si diventa?

Si diventa perché, oltre a un talento creativo, occorre una conoscenza tecnica dei mezzi di comunicazione per i quali si scrive. Non basta dunque avere delle cose da dire ma bisogna sapere bene “come” dirle, sfruttando al meglio il linguaggio del media per il quale si sta lavorando. Insomma, quello dello sceneggiatore è un mestiere, con i suoi trucchi e segreti come tutti i mestieri.

E come si diventa sceneggiatori?

Facendo buone letture, guardando bei film, uscendo la sera e frequentando un buon corso.

Ma quali sono le caratteristiche di un buon corso di sceneggiatura?

Intanto non deve essere un corso di scrittura creativa. Il nome mi fa sempre ridere perché scrivere è sempre un atto creativo altrimenti sarebbe un dettato! Scherzi a parte, un corso, qualunque corso, dipende dai docenti che vi insegnano. Ed è meglio se questi docenti siano numerosi perché offriranno diversi punti di vista. Bisogna poi fare attenzione che siano dei professionisti del settore e, cosa molto importante, che siano anche attualmente in attività. Questo è fondamentale perché è assolutamente importante che conoscano le richieste del mercato di oggi affinché sappiano preparare gli studenti ad affrontarle. Insomma, un buon corso, deve sicuramente avere una parte teorica ma è fondamentale che questa venga sviluppata nella pratica durante il corso. E’ determinante, ad esempio, che un corso di fumetto termini con la pubblicazione, magari con una casa editrice. Ciò consentirà allo studente non solo di vedere il suo script disegnato e quindi sperimentare il rapporto con il disegnatore e capire cosa accade alle parole che ha scritto. Ma soprattutto di iniziare un rapporto con un editore per comprendere quali sono i meccanismi del mercato e della produzione. Stesso vale per il cinema. Una buona scuola offre l’opportunità ai propri studenti di scrivere, ad esempio dei corti, che poi verranno girati. Per gli stessi motivi, ovviamente del fumetto. Diffido dei corsi solo teorici o tenuti da chi questo mestiere non lo fa o l’ha fatto ma ora ha smesso.

E dei corsi on line che ne pensi?

Dipende. Quelli registrati servono a poco o nulla. E’ fondamentale l’interazione con i docenti. Per il resto, se il corso è in diretta streaming e rispetta le caratteristiche espresse in precedenza, non c’è alcuna differenza con i corsi on site. Ovvio che bisogna scegliere corsi proposti da Scuole che abbiano una storia, una tradizione e un prestigio perché di corsi on line, durante la pandemia, fatti da persone o scuole improvvisate, ne sono usciti come funghi!

Per concludere, che consiglio daresti a chi volesse iscriversi a un corso di sceneggiatura?

Scegliete con cura e attenzione la Scuola che propone il corso, informatevi sui docenti, sugli ex allievi di quella scuola che oggi lavorano e se, alla fine del corso vi fanno pubblicare o girare quello che avete scritto.

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