| I
segreti e le tecniche del fumetto giapponese
Questo corso è
diretto da Yoshiko Watanabe, disegnatrice e cartoonist di
fama internazionale, già allieva di Osamu Tezuka (per
quei pochi che non lo sapessero Tezuka è considerato
il padre del fumetto nipponico ed è l'autore de "La
Principessa Zaffiro", "Kimba e il Leone Bianco"
e "Astroboy").
La Scuola Romana dei Fumetti è riuscita ad assicurarsi
la costante presenza di Yoshiko Watanabe nonostante i molteplici
impegni di lavoro, in Italia e all'estero dell'autrice.
Collaborano con la Watanabe Eva ed Elisa Villa, entrambe già
valide ed apprezzate professioniste del MANGA.
Il corso intende ricreare l'ambiente di uno "studio"
giapponese di fumetti. Infatti, in Giappone, non esistendo
apposite scuole, sono nati molti studi professionali intorno
a grandi maestri, che seguono personalmente i giovani aspiranti
fumettisti. La didattica della Watanabe seguirà gli
stessi criteri, insegnando agli allievi le tecniche MANGA
con supporti di materiali originali, ricavati da fumetti giapponesi
inediti in Italia e con l'ausilio di materiali speciali, quali
particolari pennini per l'inchiostrazione che verranno direttamente
importati dal Giappone.
Ci sarà anche spazio per approfondire la storia del
fumetto nipponico e gli aspetti più importanti della
cultura di quel paese.
Al termine del corso, l'allievo che intenderà proseguire
gli studi di disegno e tecnica del fumetto, potrà,
tramite alcune lezioni integrative gratuite, accedere al secondo
anno del corso biennale di disegno e tecnica del fumetto.
Il Laboratorio:
Si svolge di venerdì
dalla mattina alle dieci fino alla sera alle 21 ed è
impostato come nelle scuole anglosassoni: l’allievo
trova un programma composito (films, documentari, disegno
dal vero con la modella, approfondimenti dell’illustrazione
e del fumetto), dove, come in un “menù didattico”,
si sceglie la lezione da approfondire, la materia da recuperare,
il film raro da vedere.
Il laboratorio è “l’agorà”
della scuola, dove l’allievo si confronta con altri
allievi, prepara i suoi lavori e s’incontra con i direttori
artistici. |
|